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Il saluto del preside Domenichini

Il 31 agosto sarà il mio ultimo giorno di servizio prima del collocamento in pensione. La decisione risale al febbraio 2017 quando, cedendo alle insistenze dell’Ufficio Scolastico, presentai domanda per restare nell’anno 2017/18, ma fu in quel momento che mi resi conto che stavano venendo meno le energie necessarie per guidare questa scuola così come i mutati tempi pretendono. Accettai dunque di restare solo un anno anche perché l’esito dell’assegnazione prima e della realizzazione poi dei nuovi spazi al Liceo Monti suggerivano la presenza di chi aveva seguito la partita a livello istituzionale e aveva avanzato proposte e soluzioni. D’altra parte era quello uno degli obiettivi che mi ero posto al momento del mio insediamento, il 1° settembre 2012, quello cioè di dare spazi adeguati e dignitosi a questa istituzione. Gli altri obiettivi erano legati alla necessità di proporre una diversa immagine della nostra scuola, così da valorizzare maggiormente gli studi umanistici e, soprattutto, l’urgenza di rinnovare la didattica per consentire alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi di avere adeguati strumenti e non solo una solida preparazione.
Quindi lascio la dirigenza del Liceo Monti, resistendo in questo caso alle pressioni che pure ho ricevuto, perché convinto che un’altra guida, più motivata ed energica, possa migliorare la qualità dell’apprendimento dei nostri alunni i quali sono sempre stati il motivo della mia azione in ogni giorno di questi sei anni.
Lascio però sereno, assecondando anche in questo caso la mia vena decisionista in modo da poter essere io a scegliere la data del mio pensionamento, e solo con una piccola amarezza: la resistenza di una parte del collegio alla inevitabile innovazione della didattica. Non mi riferisco quindi a qualche isolata contestazione di alcuni personaggi, animati forse da interessi personali o da un protagonismo esasperato più che da una seria preoccupazione di avanzare proposte costruttive, né mi riferisco ai pochi che dietro ad essi si sono nascosti. Capita in tutte le scuole e nei confronti di qualsiasi dirigente. Mi riferisco al gruppo di eccellenti insegnanti i quali tuttavia raramente hanno messo in discussione la loro impostazione e quasi mai hanno pensato di contestare apertamente e coraggiosamente quella da me indicata e ritenuta inevitabile (mai imposta però, sia chiaro). C’è dunque chi ha preferito rinchiudersi in una resistenza passiva e sono questi i docenti che più hanno bisogno di un cambio di gestione: auguro loro di trovare un dirigente più paziente e più abile di me nell’avanzare proposte innovative. Invito in ogni caso tutti a non buttare il poco o tanto che si è fatto insieme e a riflettere seriamente se sia ancora opportuno proseguire in una didattica rigidamente impostata sullo schema spiego/interrogo, preoccupandosi più del programma che dell’apprendimento, contribuendo così a generare la pericolosa convinzione che il voto sia l’unico temuto protagonista del percorso scolastico.
Ma è tempo anche di ringraziamenti che vanno rivolti a tutti, per la pazienza e la disponibilità.
Il mio grazie va però in particolare allo staff (quindi anche al personale non docente) e a quei veri educatori, ogni anno sempre più numerosi, che si sono coinvolti ed hanno reso possibile tutta una serie di realizzazioni all’inizio forse impensabili e di cui loro, non io, sono stati i veri protagonisti: penso alla rete wifi in sostituzione della rigida connessione via cavo, al passaggio al registro elettronico, all’insonorizzazione della palestra che ora è uno spazio fruibile per tutti, al proiettore di livello professionale e all’impianto audio per il cineforum, alla realizzazione di due aule 3.0, alle dotazioni lim o per la videoproiezione in pratica in ogni aula, alla sperimentazione di videoconferenze anche con l’estero, agli spettacoli teatrali di livello proposti persino al Bonci, alla maggiore apertura nei confronti degli alunni disabili, alla nascita e alla crescita dell’esperienza degli scambi culturali, alla riorganizzazione degli uffici, a quella degli spazi (con corridoi che ricordano un po’ meno un ospedale), al sito web che è tra i più frequentati di tutto il territorio nazionale, all’alternanza scuola lavoro proposta in modo non formale ma come strumento efficace per la crescita dei nostri alunni, all’esperienza con le Avanguardie Educative che ha portato alcuni di noi in giro per l’Italia, ecc.
Tutto questo è stato realizzato grazie ad un nutrito gruppo di collaboratori, di funzioni strumentali, di gran parte dei coordinatori di dipartimento e di classe, di personale degli uffici e di bidelli.
Il loro impegno ha fatto sì che il Monti sia oggi noto in tutta Italia e che nel nostro territorio sia diventato una proposta interessante per centinaia di alunni delle medie: da 40 classi, comprese 5 del linguistico allora in esaurimento, siamo passati a 52 e questo grazie all’impegno di tanti docenti negli open day, grazie al lavoro e alla professionalità, nel quotidiano, di tutti.
Ma il ringraziamento più importante è per i nostri ragazzi, ai quali avrei voluto dedicare ancora più tempo in questi veloci sei anni e ai quali auguro, certo che questo accadrà, insegnanti ancora più motivati e innovativi, genitori un po’ meno ‘spazzaneve’ e ancora più disposti a collaborare per il loro futuro e, perché no?, un dirigente in grado di comprendere meglio e soddisfare fino in fondo le loro profonde e vere esigenze.

Domenichini


Ultima modifica 28 giugno 2018 da STELLA RICCI

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